[Notizie dal Comune di Palermo] Collocata nel Giardino dei Giusti una targa in memoria di Giorgio Perlasca. Orlando: "Conferma dell'importanza di collegare i singoli valori ad una visione complessiva della vita e dell’uomo".

Ufficio Stampa Comune di Palermo ufficiostampa a comune.palermo.it
Lun 24 Apr 2017 13:50:03 CEST


E’ stata collocata questa mattina, nel Giardino dedicato ai Giusti del
mondo di via Alloro, una targa in memoria di Giorgio Perlasca, il
funzionario <https://it.wikipedia.org/wiki/Funzionario> italiano
<https://it.wikipedia.org/wiki/Italia> che, nel corso della seconda guerra
mondiale <https://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_mondiale>, fingendosi
 Console generale <https://it.wikipedia.org/wiki/Console_generale> spagnolo
<https://it.wikipedia.org/wiki/Spagna>, salvò la vita di oltre cinquemila
ebrei <https://it.wikipedia.org/wiki/Popolo_ebraico> ungheresi
<https://it.wikipedia.org/wiki/Ungheria>, strappandoli alla deportazione
nazista <https://it.wikipedia.org/wiki/Nazismo> e alla Shoah
<https://it.wikipedia.org/wiki/Shoah>.


Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il figlio, Francesco
Perlasca, il Sindaco Leoluca Orlando, l’Assessore alla Partecipazione
Giusto Catania, la professoressa Rita Calabrese, in rappresentanza
dell’Istituto Siciliano di Studi Ebraici,  la presidente dell’Associazione
Cassaro Alto, Giovanna Analdi e Michelangelo Salamone, responsabile del
Servizio Toponomastica del Comune di Palermo.


“La via dei Librai si intreccia con la via dei Giusti e siamo qui, oggi, a
Palermo, a ricordare uno “spagnolo” in Ungheria. E’ l’ennesima conferma –
ha sottolineato Orlando. di quanto sia importante collegare i singoli
valori ad una visione complessiva della vita e dell’uomo.


La differenza tra Eichmann *(il riferimento è a colonnello delle SS Adolf
Eichmann, considerato uno dei maggiori responsabili operativi dello **sterminio
degli ebrei nella Germania nazista, ndr)* e Perlasca sta nella visione: la
legalità, se non si collega alla visione, diventa barbarie, repressione,
strumentalizzazione. Se si collega alla visione, consente di riconoscere
che esiste anche una legge ingiusta, che il diritto della persona umana
prevale sul diritto dello Stato.


Con Giorgio Perlasca siamo in presenza di una <illegalità> visionaria, che
risponde ad una visione positiva dell’uomo. Siamo qui oggi per ricordare
Giorgio Perlasca e l’estrema attualità del suo messaggio, perché troppe
volte sentiamo invocare una legalità, ma abbiamo il diritto-dovere di
cogliere, oltre la legge dello Stato, i diritti delle persone.


Ed in questo momento, il mio pensiero va ai migranti, con l’auspicio e
l’augurio che faccio a me stesso di compiere tante <illegalità> per
difendere  la vita dei migranti, per evitare che la testimonianza ed il
ricordo di Giorgio Perlasca siano soltanto un tratto di un bellissimo
mattino di primavera e non invece un impegno forte vissuto ogni giorno.


Ringrazio il figlio Francesco, l’Istituto Siciliano di Studi Ebraici, in
questo tentativo di costruire una cornice nel mosaico Palermo, fatto di
tessere, di colori, di forme diverse, che hanno il diritto di restare
differenti, ma abbiamo il dovere di costruire una cornice perché abbiamo il
diritto di essere, al tempo stesso, eguali”.


Francesco Perlasca ha detto che la storia del padre “è molto particolare,
sia per come riuscì a salvare tante persone inventandosi un ruolo ed una
nazionalità non suoi -  lui che non era né diplomatico, né spagnolo – sia
perché mantenne per quarantacinque anni un silenzio assoluto, sia
all’esterno che in famiglia.


La sua vicenda venne riscoperta solo negli anni ottanta, quando alcune
donne ebree ungheresi hanno avuto finalmente la libertà di  ricercare ad
ovest questo loro salvatore di tanti anni prima. Ma è una storia
particolare anche per la testimonianza che lascia oggi. Giorgio Perlasca è
una figura attualissima perché ha lasciato un testamento spirituale molto
bello.


A Giovanni Minoli che gli chiedeva perché bisognava ricordare questa
storia, egli rispose semplicemente: vorrei che specialmente i ragazzi si
interessassero di questa vicenda, per sapere cosa è successo in quel
periodo e sappiano opporsi a violenze del genere, se mai dovessero
ripetersi. Attualizzando questo suo pensiero, significa che se tutti noi
conosciamo la Storia, riusciamo a creare al nostro interno gli anticorpi
per rifiutare l’odio, la violenza, l’intolleranza, l’indifferenza. Giorgio
Perlasca, come altri Giusti, seppe dire di no e seppe opporsi al male, non
voltandosi dall’altra parte e non facendo finta di non vedere quello che
stava avvenendo”.


La professoressa Calabrese ha ricordato che “ci si può comportare, come
Eichmann, obbedendo agli ordini, oppure trasgredendoli come ha fatto
Giorgio Perlasca. Tutti noi  nel nostro quotidiano possiamo scegliere tra e
il bene e il male, ogni gesto può portare al bene o al male ed il bene non
è mai banale”.


Giovanni Gaudesi

Ufficio Comunicazione Istituzionale

Comune di Palermo
-------------- parte successiva --------------
Un allegato HTML è stato rimosso...
URL: <http://news.comune.palermo.it/pipermail/comune/attachments/20170424/b15b1be5/attachment-0001.html>
-------------- parte successiva --------------
Un allegato non testuale è stato rimosso....
Nome:        20170424_092411-2656x1494.jpg
Tipo:        image/jpeg
Dimensione:  550642 bytes
Descrizione: non disponibile
URL:         <http://news.comune.palermo.it/pipermail/comune/attachments/20170424/b15b1be5/attachment-0001.jpg>


Maggiori informazioni sulla lista Comune